giovedì, marzo 31, 2005 | in :

Nano da giardino ad energia solare - in vendita al LIDL dal 7 aprile!!!
 
chissà nel mio giardino come starebbero?
maledetti_architetti @ 13:32 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, marzo 30, 2005 | in :
(assenza giustificata)
maledetti_architetti @ 08:08 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, marzo 23, 2005 | in :

Saint Mary's Cathedral, Tokyo, Japan - exterior - Photo by: Osamu Murai

un altro ultranovantenne che se ne va... ho delle buone speranze di vita.

maledetti_architetti @ 07:39 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, marzo 21, 2005 | in :

salto nel buio? passaggio di consegne? cambiamento? dalla padella alla brace? anno nuovo vita nuova?

semplicemente primavera

(tanto va la gatta al lardo...)

maledetti_architetti @ 21:47 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, marzo 10, 2005 | in :
Dotte citazioni tratte da “maledetti architetti” di Tom Wolfe (che finalmente ho letto)

Eisenman: “Il significato sintattico (...) non concerne il significato che compete agli elementi o ai rapporti effettivi fra gli elementi ma, piuttosto, concerne il rapporto fra diversi rapporti.”

Graves: “molteplici letture inerenti a un codice di astrazione” - “un livello di partecipazione che involva il reciproco atto di noi stessi con la figura dell'edificio”

maledetti_architetti @ 20:36 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, marzo 09, 2005 | in :
che tristezza questa mattina... il mio ufficio è vuoto
maledetti_architetti @ 08:20 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, marzo 05, 2005 | in :

lei: a che ora arrivi?

io: un'oretta... hai sentito? hanno liberato la Sgrena 

lei: sì, ho sentito... ma pare che ci siano dei feriti...

io: ma allora è stato un blitz? avevo capito che era stata rilasciata...

lei: boh...

io:  mah! saranno stati gli americani che hanno cercato di farla fuori... eheheh

lei: fai sempre lo spiritoso... idiota.

io: a dopo allora... ciao

maledetti_architetti @ 20:35 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, marzo 03, 2005 | in :

domanda all'esame di tecnologia dei materiali: "il mattone in senso lato..."

maledetti_architetti @ 23:56 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, marzo 01, 2005 | in :

 alla mia prima revisione di un esame progettuale... nella mia testa sarebbe stato tutto semplice ed immediato: il progetto per una bifamiliare. L'esperienza lavorativa era dalla mia perte... vado sicuro. Mi siedo, l'assistente mi guarda, apro il mio bel rotolino di carta da schizzo, lo stendo per bene e comincio: "dunque... qui, al piano terra.. bla, bla... la cucina... l'ingresso... il garage.... bla, bla... la scala, si sale al primo piano... bla, bla... le camere... bla, bla... per l'esterno.. i prospetti... bla, bla." finito! L'assistente mi guarda... io lo guardo... silenzio... mi viene il dubbio che non abbia guardato il progetto... il suo sguardo è assolutamente indifferente... continua a guardarmi e finalmente accenna una smorfia... io pendo dalle sue labbra per il giudizio... e finalmente: "si, va bene, ma qual è il significato?"

Lo guardo, mi guarda... arrotolo il mio progettino ormai divenuto misero, saluto e me ne vado. Ho passato il mese successivo a frequentare assiduamente le revisioni, ma da spettatore. Mi son reso conto che l'approccio era sbagliato... non sostanza, ma "significato". Compreso l'arcano dopo è stato più semplice: 30 con lode.

Il SIGNIFICATO assume un'importanza assoluta nell'architettura che si erge ad "arte". La differenza sostanziale che c'è tra la mia pattumiera rovesciata in terra ed una scultura moderna del genere che si vedono in "arte fiera" è il "significato". Una differenza tanto sostanziale che il mio pattume mi tocca raccoglierlo, mentre l'opera moderna con significato dell'artista (o ancora meglio con interpretazione del critico d'arte), oltre a pagarla fior di euro, mi tocca anche esporla in salotto.

In facoltà il significato assumeva poi contorni inquietanti perchè associati al manierismo di cui ai post più sotto. Per rimanere nel campo dell'arte è come chiedere ad un pittore di copiare la gioconda, ma attraverso un significato, che ovviamente non è quello dell'originale. Allora il dramma finale di ogni esame diventava trovare un "significato" significativo e soprattutto adeguato a quanto ci si chiedeva; compito non sempre facile, ma non impossibile con un buon grado di fantasia.

L'aoutoincensazione sul significato è forse la parte più creativa di un progetto. Ad esempio riporto da un articolo della descrizione di un progetto per case a schiera, alcuni brani (non cito nè autore, nè rivista, ma è tutto vero):

"(...) è stata realizzata un'opportuna recinzione esterna che mediasse tra l'ossessiva fobia dei residenti (le cui cause sono da ricercarsi in un'autoinsicurezza prodotta da cattivi rapporti interpersonali) e la presunta pericolosità proveniente dall'esterno. (...)

sulle facciate sono state disegnate e dipinte delle immagini che traducono le idee dell'autore del progetto che ha inteso lasciare una testimonianza del proprio pensiero sul concetto di organizzazione sociale, politica ed urbanistica, sui valori ambientali ed umani, spesso violati e calpestati in nome di un presunto perbenismo religioso ed economico che non vede al di là del proprio quotidiano particolare e delle proprie comuni radici se non pericoli ed insicurezza.

Un orientamento che può col tempo comportare la distruzione della comunità civile raccolta e sinergicamente aggregata, per far posto agli scarafaggi che, intesi come superstiti testimoni biologici, si dilettano ad aggredire i resti di una comunità urbana dispersa, priva di vita sociale e spenta perfino nei colori, in cui la velleitaria ricerca dell'identità si materializza nell'assalto al campanile perduto che, identificato nella cultura contadina come il riferimento "penale" freudiano, spinge alla sua conquista e nestimola l'appropriazione ed il possesso.

Sulla facciata opposta, invece, agli elementi della natura, come l'acqua, i pesci, la vegetazione, il sole, rappresentati in maniera gioiosa ed intensa, fa da contraltare la sagoma buia di una figura infantile che dietro ad una finestra, sembra chiedere aiuto e gridare al mondo la propria angoscia per presunte violenze subite.

Per favorire l'identificazione del singolo alloggio è stato utilizzato uno scarafaggio che assume un colore diverso a seconda dell'unità abitativa"

Evviva l'ottimismo, evviva il delirio

maledetti_architetti @ 12:28 | commenti (4)(popup) | commenti (4)