Era tanto che dicevo che era il momento di liberarmene. Non tanto perchè non più piacevole, ma essenzialmente per un bisogno di spazio, la necessità di una accresciuta misura di me stesso. Ogni anno, caso vuole sempre agli inizi di primavera, mi si è riproposto il problema. Pensare di farla finita per sempre mi faceva venire i brividi... la consapevolezza di una epoca chiusa per sempre. Ma i miei spazi si restringevano sempre più... sempre più. Inutile continuare così, come chiuso in un cassetto... un piccolo scheletro nell'armadio.
Poi il trasloco... quale migliore occasione per assumere decisioni assolute sull'onda dell'emotività... un segnale di pulizia profonda, esteriore e intima. Ma anni così non si buttano via senza rimpianti e allora ho deciso di riprovarci...
Non so se per lo stress degli ultimi tempi o la fatica dello stesso trasloco, ma alla fine ci sono rientrato dentro, con enorme piacere...
nel mio jeans sdrucido taglia 46 comprato quasi venti anni fa!! (che in questo momento indosso come un trofeo)
è bastato un dito di vino che sono qui rincoglionito... e dovrei fare una contabilità!!
lei non mi vuole e non è una novità... ho un nuovo stagista: gay... sono follemente innamorato (di lei, non del gay...)... ho un gatto che gironzola per l'ufficio... una cena tra colleghi da organizzare... sono in credito di una foto e di un massaggio... castronerie da correggere... nanetti da giardino in conto vendita... oddio che confusione.
non credo che tutto quanto sia vero!
succedeva solo quasi due anni fa... mi sembra non sia cambiato nulla e invece sono cambiate mille cose, tutte diverse e tutte uguali.
Una rughina in più, ma solo una... piccola, piccola, qui nel cuore.