domenica, novembre 27, 2005 | in :

buona anche per legarla al collo

maledetti_architetti @ 22:00 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, novembre 22, 2005 | in :
sospendere la propria vita. in un limbo irreale. sospeso tra una realtà di sogno ed una realtà virtuale. come se tutto potessere essere sempre così. mi adatto. la mia forma si adatta. sospesa.ma tutto il resto si muove, lentamente ma si muove. tutto cambia intorno fino a quando qualcosa si intromette. tra me e la mia voglia di sogno.
maledetti_architetti @ 22:14 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, novembre 22, 2005 | in :
La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa:
"L’ho presa! L’ho presa!".

A lei supplicando
l’afflitta gridò:
"Vivendo, volando
che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!".

Teresa pentita
allenta le dita:
"Va', torna all'erbetta,
gentil farfalletta".
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.

maledetti_architetti @ 07:58 | commenti (popup) | commenti
sabato, novembre 19, 2005 | in :
maledetti_architetti @ 23:00 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
venerdì, novembre 18, 2005 | in :
la sensazione di essere trasparente. leggi se vuoi nei miei occhi, come sempre. ma ecco che le parole scivolano via dalla mia bocca. non solo lo sguardo ma tutto, trasparente e nudo. spogliato da qualunque difesa. puoi chiedermi qualunque cosa e io sono nudo e trasparente. i miei pensieri, anche quelli più nascosti e intimi. quelli più segreti. ecco, ti metto nelle mani il mio cuore. puoi sfogliarlo come un libro. o come una margherita "mamanonmama".
sono nudo nelle tue mani, ma ho una profonda sensazione di freddo
maledetti_architetti @ 17:57 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, novembre 17, 2005 | in :
"l'amore è un regalo, arriva quando non te l'aspetti e mica sta a pensare se è il momento opportuno o no. arriva e acceca."
maledetti_architetti @ 08:12 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, novembre 15, 2005 | in :
 Quella volta fu portato da via dei Mille a sirene spiegate... ma la storia iniziò qualche ora prima, quando ebbe (come solito) una delle sue brillanti idee...
  • Pronto? Renè? Ho bisogno del tuo aiuto... c'è la mia principessa prigioniera di un bruto in uno squallido hotel di via dei Mille...

  • Pronto? Ma sei tu? Che diavolo stai blaterando? Principessa? Hotel?

  • Uffa Renè... lo sai che ho la fantasia fervida... mi è venuta una splendida idea per conquistarla... non potrà resistere ad una serenata di canzoni napoletane in piena serata alla finestra... ho bisogno assoluto di te... ti aspetto fra un'ora davanti all'hotel XXX...

  • Ma... ma... ma...

CLICK!

Renè arrivò con un'ora di ritardo brontolando come suo solito, con una enorme valigia su una carriuola da muratore... la gente del passeggio serale lo guardava come vedesse un matto...

  • Insomma Renè... sono già le otto... fra due ore arriva il suo uomo ed io sono già out!

  • Oh... intanto chiariamo subito una cosa... io non voglio entrare in questa storia... tu non la meriti... anzi... TU NON MERITI NULLA! Ma siccome so anche che sei un pasticcione e come al solito improvvisi... minimo ti faresti arrestare per schiamazzi... che ne sai tu della vera serenata napoletana?

Non poteva essere altrimenti... aveva chiesto l'aiuto di Renè sapendo che l'avrebbe pungolato su uno dei suoi mille supersaperi...

  • Allora... intanto ci vuole lo strumento adatto...

Tolse la pesante valigia dalla carriuola e l'aprì... ne tirò fuori una scatola di legno... l'aprì come aprisse una scatola di gioielli e tirò fuori lo strumento..

  • Ah... bravo Renè... hai portato pure il mandolino...

Renè strabuzzò gli occhi con le labbra strette in un sguardo di profondo ed interiore disappunto:

  • Questo gioiello non è un mandolino... è una man-do-la! Ah... come si fa ad essere così ignoranti... questa è la mandola costruita dal cognato del cugino di mio nonno secondo le antiche indicazioni dei liutai napulitani rinascimentali!

  • Grande Renè, sei un mito... sapevo di poter contare sul tuo aiuto... dai.. è quella finestra lassù... quella accesa... dai, iniziamo...

  • UN MOMENTO! Se deve essere serenata... serenata sarà... ma con tutti i carismi del caso!

Dalla valigia estrasse una ventina di vecchi libretti impolverati di spartiti...

  • Questa è una collezione rarissima di spartiti, unica in Italia, anzi nel mondo intero, avuta in eredità dalla cugina del suocero del cognato di mio nonno... ora scegliamo il repertorio...

  • No dai... siamo già in ritardo...

  • ALLORA?! ORA BASTA!... devo preparare il repertorio... ORA LO DEVO FARE!.. visto che non mi hai lasciato il tempo... visto che non mi hai avvertito con quella settimana di anticipo che mi-ni-mo ci voleva... intanto vestiti che così non rompi mentre mi concentro...

  • come vestiti?

  • E certo... cosa vuoi fare? Cantare senza il vestito tipico dei cantanti napoletani di fine ottocento... c'è qui giusto il vestito dello zio della sorella della cognata di mio nonno... vestiti!

Dalla valigia venne fuori una giacchetta a quadri piena di tarme e polvere e un vecchio pantalone consunto...

Attorno ai due si era già creato un capannello di gente che si divertiva di gusto, mentre lui invece si cominciava a pentire della brillante idea...

  • Renè... porca miseria.... dai... sono già le nove... mi è rimasta solo un'ora...

  • Invece di continuare a rompere... i fiori?

  • I fiori?... dai Renè... cominciamo senza i fiori...

  • no, no... assolutamente... me ne torno a casa, altrimenti... e che siano fiorellini di campo... mi raccomando!

Per fortuna il negozio di fiori lì vicino era ancora aperto e tra l'ilarità del fioraio acquistò il mazzolino di fiori di campo madeintaiwan a soli 226 euro...

  • Ecco i fiori... manca solo mezz'ora... Renè.. ti prego...

  • Allora preferisci questo repertorio romanticaldepressivo o questo amorevolironicopulcinellesco?

  • Ti prego... una canzone... solo una...

  • Ma i testi... li conosci? Prima questa... poi quest'altra... e poi finiamo in bellezza con questa... per il bis, invece pensavo a....

  • Ma Renè.. che cavolo di canzoni sono? Non le conosco queste... qualcuna più famosa...

  • BASTA ORA! Non ti sopporto più! Queste sono le uniche ed originali canzoni delle serenate che si facevano a Napoli tra la fine del settecento e la prima metà dell'ottocento... o queste, o me ne vado!

cominciarono a litigare e intanto mancavano solo 15 minuti...

10 minuti...

5 minuti...

1 minuto...

ecco, finalmente sono pronti...

il suonatore... la mandola... il leggio... il testo di Maruzzella... lo spasimante... la voce... la giacchetta... i fiori...

tutto pronto...


Intanto nella stanza d'albergo qualcun altro litigava...

  • Sei uno stronzo!... Io è tutta la sera che aspetto qui in albergo come un'idiota, da sola... arrivi adesso e che mi dici? CHE ORA DEVI LAVORARE? SAI CHE CI FACCIO COL TUO PORTATILE?

Ebbene sì... quella sera lo portarono via da via dei Mille d'urgenza e a sirene spiegate... Renè lo accompagnava e gli teneva teneramente la mano...

... ma l'unico pensiero che lo assillava mentre gli mettevano i sedici punti di sutura al pronto soccorso fu... “ma chi cazzo è che butta i portatili dalle finestre di notte?”

maledetti_architetti @ 22:06 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, novembre 14, 2005 | in :

il primo pensiero, le palpebre ancora chiuse, la mente appena socchiusa

l'intera giornata, le ore, i minuti ed ogni secondo

l'ultimo pensiero prima di cedere il passo alla stanchezza

ti prendo per mano e immagino di rimboccarti la coperta

poi la notte... i sogni più intimi e gli incubi più difficili

 

maledetti_architetti @ 22:49 | commenti (popup) | commenti
lunedì, novembre 14, 2005 | in :

sono la tua palla al piede

sono senza fondo

ma il prigioniero sono io

il cuore carcerato

"vedi napule e poi muori"

 

maledetti_architetti @ 22:41 | commenti (popup) | commenti
giovedì, novembre 10, 2005 | in :

oh... accetta sto regalo

è per te e senza impegno,

ma non farmi stare al palo

che (lo sai) ti darei un regno.

Sarò un porro o un ravanello

ma tu stammi sempre vicino

anche se non sono bello

ti regalo lo stracchino.

Qui finisce il bel poema

con la rima, la più scema.

maledetti_architetti @ 23:51 | commenti (1)(popup) | commenti (1)