mi gira la testa. sempre più forte. scendo dalla macchina e quasi cado. sono costretto ad appoggiarmi. seguo il muro per non cadere. è l'influenza che incombe mi dicono, ma forse, più che altro, è che sono sazio solo di mezza pizza e neanche un granchè. che pure il palato mi sono bruciato ed è ancora gonfio. oppure solo perchè sono stanco ... vabbè... due fette biscottate con la nutella e forse mi riassetto.
se non ti senti bene non ci andiamo in piscina. no, no... andiamoci così mi rilasso un po'... mi cavo gli occhi nel tragitto a seguire un'esile e consumata riga bianca, che come il percorso di pollicino, mi indica la strada... nebbia davvero pesante, stasera
niente... la testa è ancora qui che mi gira... mi immergo in acqua con un po' di timore. rido pensando che almeno non potrò cadere in terra. al massimo annegherò. e invece l'acqua mi avvolge e mi lascio andare... una sensazione davvero strana...
mi trovo davvero bene stasera in acqua... senza questa oppressione della forza di gravità che mi vuol per forza buttare giù... comincio a nuotare. bella sensazione davvero. mi sento a mio agio molto di più che le altre volte. la testa mi gira ancora ma non posso cadere. certo, nuotando a dorso mi muovo vistosamente a zig zag incocciando con i compagni di corso che tornano indietro e i movimenti sono molto più scoordinati del solito, tant'è che bevo tanto.
meglio rana. e dire che all'inizio era lo stile che non sopportavo ed ora, invece, è il mio preferito. forse non è un caso che mi definiscono come un principe divenuto rospo. l'istruttrice mi chiama. mi dice qualcosa ma io faccio finta di non sentire. oggi mi sento solo e voglio sentirmi solo. magari la prossima volta cercherò di correggere i difetti. ora no. mi piace così. come viene, come la testa mi fa andare. d'altronde, penso, che se Dio avesse voluto che noi sapessimo nuotare perfettamente, ci avrebbe fatto le pinne... e magari anche le branchie. l'istruttrice ci fa indossare delle strane pinne da mettere sulle mani... ecco, appunto! i miei compagni si muovono scoordinati con questi strani affari e io invece mi trovo perfettamente a mio agio. chissà, forse nella mia vita precedente ero un pesce. scusa, hai anche un paio di branchie? non capisce la battuta, ma non importa.
ecco, è scoccata l'ora e tutti escono. nooo, già finita? mi fermo altri 10 minuti tanto non c'è nessuno e non do fastidio. e comunque mi toccherebbe aspettare fuori, tanto vale... la corsia è solo mia. nuoto lentamente cercando di sentire l'acqua che scorre sulla mia pelle, io che scivolo sul pelo dell'acqua. la testa è sempre ballerina ma sto bene in mezzo a questo calore che mi avvolge.
mi immergo e nuoto a fondo piscina. i rumori si attutiscono. le grida dei bimbi diventano suoni lontani. strida di delfini che arrivano da chissà quale oceano. l'azzurro del mare è l'azzurro del cielo. davvero sono stato un pesce nella mia vita passata. o forse è semplicemente un segreto ricordo di un protettivo utero, quello che sento, quelo che provo. calore. protezione. le orecchie si riempono d'acqua. no, decisamente non ho le branchie e mi lascio lentamente portare a galla. pochi secondi sotto ma sembra passato un tempo infinito.
esco. la testa non gira più. le docce sono tutte per me. l'acqua bollente mi brucia, mi addormenta la pelle. la lascio scorrere a portare via i miei sogni e le mie illusioni. ma anche questa è un'illusione. mi vesto chiedendomi a chi mai potrò svelare queste sensazioni. se mai avrò la capacità di descriverle...

