è sera e si ritorna. educatamente in fila stop and go le luci dello stop dell'auto davanti, davanti a me, uguali a quelle dietro, le mie. inevitabili i pensieri nella fila per il ritorno. la giornata appena passata i magoni e le telefonate. il via vai dalla scrivania. il via vai dal pc. il via vai delle parole. scivolano piano dalla stanchezza questi pensieri. si mescolano tra loro e si confondono tra i rossi e i verdi dei semafori. verde giallo ecco il rosso freno quello dietro suona incazzato. che suoni? che ti incazzi? non vedi che è rosso? mi fà un gesto cafone con il medio... mediocre. scivolano questi pensieri e si adagiano nella mia testa che piano si svuota. uno sguardo curioso ma senza malizia alla prostituta lungo il vialone. più per noia che per malizia. ancora rosso. ecco il verde. ma quanti cazzo di semafori ha questa città? è buio. tutti in fila per tornare a casa. scivolano questi pensieri e si adagiano inevitabilmente scivolano verso di te. suona il mio vicino a destra suona la radio. scivolano i pensieri e si trasformano nei fantasmi che mi assillano a volte piacevolmente e volte mi angosciano.
questa sera sono piacevoli, mi cullano i miei fantasmi. mi lascio scivolare su di loro e questa volta è ferrara molti anni fa (ormai) e tu eri la mia fidanzatina nell'immaginario virtuale di due amanti teorici e poco pratici di certe cose. tabù e paure. FORMALISMI e buone MANIERE. tu in macchina con me giro breve e ritorno per strade locali per allungare il giro. posticipare il ritorno. perchè c'è sempre un ritorno. ecco l'ultimo semaforo svolta a destra poi la strada diventa buia. la città finisce. tutti in fila ma più liberi. intanto i miei fantasmi scivolano su di me mi accarezzano. i tuoi gesti i tuoi movimenti. quello che avrei voluto dirti e che non ti ho detto. le solite parole mai dette. quello che tu non mi hai mai detto. mai.
scivolano i pensieri ed eccoli turbinosi i miei fantasmi si agitano intorno a me. vortice nella mia testa. poi piano piano mi accorgo che la strada è libera. ormai sono solo davanti a me nessuno stop e nessun semaforo. sono arrivato trenta chilometri e mi accorgo di non averli percorsi. almeno mentalmente ma fiscamente si... sono arrivato. mi domando sempre come si fa a guidare per trenta chilometri senza pensare a ciò che si sta facendo. distaccato in un altro mondo. come si fa. eppure sono qui sono arrivato. i miei fantasmi scivolano via dai miei pensieri. sono arrivato.


